Bulli e cavalli

bimbacavalloIl bullismo è un fenomeno di cui si parla spesso e che negli ultimi tempi sembra essersi particolarmente diffuso. Tra le caratteristiche del bullo “tipo”:

– il ragazzo o la ragazza (sono sempre più frequenti le situazioni in cui le ragazze sono leader negative di un gruppo o che agiscono con atteggiamenti tipici del bullismo) risultano particolarmente poveri nella capacità di comunicazione con gli altri;
– quasi sempre sono sotto la media dal punto di vista del rendimento scolastico;
– faticano nel distinguere tra il concetto di rispetto e paura;
– non riescono ad assumersi le responsabilità

Ci sono anche altri elementi che possono portare a diventare un bullo ma anche solo quelli citati evidenziano quanto l’aggressività manifestata da questi ragazzi sia determinata da un livello molto scarso di autostima e di fiducia in se stessi, come se l’aggressività e la violenza fossero gli unici mezzi attraverso i quali potersi guadagnare il rispetto degli altri e sentire di avere valore.

Diversi sono gli interventi possibili per prevenire questi comportamenti e la scuola rappresenta senza dubbio il contesto più adeguato dove fare cultura e arginare questo fenomeno.

Anche l’attività col cavallo può essere però di grande supporto poiché va a lavorare proprio sulle debolezze tipiche del bullo. Concetti come comunicazione, rispetto, gestione della paura, evitamento della violenza, responsabilità, stima di sé e fiducia nell’altro sono alla base di ogni attività a contatto col cavallo.

La comunicazione con questo animale è fondamentale perché le sue modalità di comunicazione sono molto differenti da quelle umane e imparare che l’altro può essere diverso ma che è possibile capirsi e trovare un modo per comunicare è un risultato di estrema importanza per questi ragazzi.

Il rispetto e la paura sono sentimenti molto forti e presenti durante l’attività col cavallo:un ragazzino che a scuola sente di essere il più forte e il più rispettato dai compagni, di fronte al cavallo si trova immediatamente nel ruolo opposto e sperimentando una sensazione di timore impara che solamente grazie al rispetto potrà vivere con serenità il rapporto con lui. Inoltre con la violenza non può ottenere alcun risultato da un animale di cinquecento chili ben più forte di lui, ma deve trovare strategie di comunicazione e di compromesso più funzionali.

Avere a che fare con un cavallo è poi un’esperienza che mette di fronte a un grande senso di responsabilità: l’animale infatti ha bisogno di noi e delle nostre cure per stare bene. Le azioni che il ragazzo mette in pratica per il benessere del cavallo gli restituiscono una percezione di importanza rinforzando la sua autostima. Il proprio valore e le proprie capacità (spesso confuse con la forza) e la fiducia in sé non passano più attraverso la reazione ai propri comportamenti aggressivi o vessatori ma emergono naturalmente nel rapporto con il cavallo.

La fiducia nelle proprie capacità e la sensazione di competenza fa sì che – in assenza di difficoltà specifiche legate all’apprendimento – il bambino o il ragazzo anche sul piano del rendimento scolastico riesca a fornire migliori prestazioni.

 

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