Cavalli, natura e nuove tecnologie

Child and small horse in the field at spring going to ride.Oggi come oggi per la maggior parte delle persone che vivono in città il contatto con la natura è una dimensione rara se non assente, un’esperienza purtroppo insolita per molti bambini urbani che ha invece il potere di risvegliare la sensorialità e modalità concrete e manuali che si contrappongono alle consuete abitudini digitali del presente.

Vivere momenti in un ambiente naturale – quindi per molti, soprattutto giovani, semplicemente vero e reale che si può toccare, sentire e odorare invece che cliccare – ha una funzione di contatto con la propria natura umana che è in controtendenza rispetto alla legge del ”tutto e subito” e del tecnologico, dimensione nella quale l’influenza del proprio impegno e del proprio valore spesso si perde, sostituita dai potenti mezzi della tecnologia che risolvono ogni problema con un semplice click.

Avere a che fare con un cavallo che è fatto di morbidezza, calore, emozioni e bisogni implica scoprire o riscoprire le nostre capacità di “sentire”, di sviluppare la nostra parte emozionale, qualcosa che stiamo sempre più abbandonando appoggiandoci a mezzi di comunicazione freddi ma immediati e facilmente spendibili. Strumenti senza dubbio utili e innovativi quindi ricchi di potenzialità ma che in alcuni casi diventano scorciatoie per raggiungere traguardi che spesso necessitano di impegno, fatica e rinunce, qualcosa a cui non siamo più abituati e con cui i bambini e i ragazzi di oggi rischiano di non potersi confrontare.

Entrare in contatto con un altro essere vivente come il cavallo, più potente dal punto di vista fisico ma che allo stesso tempo impone chiari limiti, significa accettare e mettersi alla prova rispetto al concetto di equilibrio: il cavallo necessita di cure e attenzioni poiché ha bisogno e dipende dalla persona che si prende cura di lui e che con lui si relaziona ma allo stesso tempo è dominante e forte dimostrando indipendenza e dominanza.

Il rapporto col cavallo obbliga perciò al confronto con questa dualità e allenare questa nostra “posizione” può condurre a un maggiore equilibrio mentale, a conoscere le proprie forze e i propri limiti e a calibrarli meglio. Il cavallo è forte ma allo stesso tempo debole e la persona deve declinare la sua posizione nel rapporto con lui in base a questo: essere capace di porsi come leader forte e dominante quando serve ma allo stesso tempo accettare le regole imposte dall’animale che possiede potenza, forza, imprevedibilità e paure.

Nel rapporto col cavallo dare e avere vanno di pari passo, qualcosa che la realtà e i rapporti virtuali non solo non insegnano ma che nascondono rendendo a volte tutto apparentemente facile, veloce, superficiale se non addirittura finto.

Ciò che la relazione con un cavallo ci può dare è quindi un’ occasione per migliorarci, qualcosa che possiamo tradurre nella vita di tutti i giorni dandoci una mano nella conoscenza di noi stessi ma anche nella gestione del rapporto con gli altri: più siamo in grado di accettare l’altro e le differenze più saremo capaci di mantenere buone relazioni e vivere in armonia con noi e con gli altri.

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