L’incontro tra cavallo e bambino:introduzione.

0001009_mNell’ambito della rieducazione equestre troppo spesso si pensa alle persone che possono beneficiare del rapporto col cavallo come persone con gravi deficit di carattere fisico o intellettivo.

In realtà l’incontro col cavallo si presenta più di quanto si creda come un “momento magico” che aiuta e sostiene individui anche semplicemente fragili nell’evoluzione della loro personalità o nel miglioramento del proprio adattamento alla realtà.

I bambini in particolare ben si prestano a esemplificare la potenzialità del cavallo come mezzo di riscoperta di sé e di progresso evolutivo nelle situazioni di difficoltà.

Come in ogni altra circostanza il bambino che si avvicina per la prima volta al cavallo e al suo ampio mondo fatto spesso di altri animali, di persone e di luoghi aperti, ha bisogno di essere accompagnato in questa nuova avventura. A maggior ragione il bambino con fragilità, che possono essere di carattere evolutivo, cognitivo, emotivo o relazionale.

Ogni bambino ha le sue caratteristiche e peculiarità, motivo per cui va pensata per ognuno di loro una progettazione individualizzata e su misura, ma ciò che è comune a tutti è l’approccio iniziale con questo animale. Con alcuni bisognerà contenere la foga o l’impeto iniziale nell’approcciarsi all’animale, con altri al contrario sarà necessario accompagnare gradualmente alla confidenza e alla fiducia. Spesso il bambino più diffidente o timoroso avrà bisogno di più incontri per sentirsi sicuro di sé, ma arriva sempre il momento nel quale egli con sorriso fiero sfida le sue paure e – con l’aiuto dell’operatore di riferimento – monta orgoglioso sul suo cavallo. Questo miglioramento nell’approcciarsi all’animale è evidente e lascia stupiti per la sua forza, ma si può ben comprendere se pensiamo a quanta conoscenza e competenza il bambino sente di aver fatto sua in questo mondo a parte dove può sentirsi speciale e migliore.

Ciò che l’operatore di rieducazione equestre ha quindi il compito di fare è costruire un percorso, osservare attentamente l’interazione tra cavallo e bambino e aiutare quest’ultimo a far emergere quelle risorse sopite che la relazione con il cavallo può senza dubbio stimolare.

Il percorso da seguire comprende una prima parte di cosiddette “attività a terra”, cioè attività svolte non in sella al cavallo ma intorno a lui per conoscerlo meglio, e la parte di attività svolte direttamente in groppa al cavallo eseguendo esercizi o giochi proposti dal tecnico di riferimento. Quesi due tipi di attività sono spesso anche proposte insieme all’interno di uno stesso incontro a seconda degli obiettivi che l’operatore intende raggiungere col bambino in generale o in quel momento.