La sindrome di Asperger

La Sindrome di Asperger è caratterizzata da uno sviluppo pressoché normale sul piano dell’apprendimento e delle capacità cognitive (QI nella norma) e per quanto riguarda la comunicazione e il linguaggio, mentre presenta significative fragilità sul piano delle relazioni sociali e delle capacità di entrare in relazione con l’altro. E’ cioè l’empatia (l’innata capacità di mettersi nei panni dell’altro e di condividere il suo stato emotivo) e di conseguenza l’interazione sociale che risultano molto deboli nei soggetti colpiti dalla Sindrome di Asperger.
Non si tratta quindi di bambini incapaci di parlare o lenti sul piano dell’apprendimento e della comprensione ma di bambini carenti in quelle risorse sociali necessarie per orientarsi nel rapportarsi con gli altri e nel capire quali codici di comportamento è bene rispettare per entrare in relazione con l’altro.
Per fare un esempio, tipico è il comportamento del bambino che non rispettando le convenzioni sociali esprime spontaneamente il suo pensiero riguardo chi gli sta di fronte anche se si tratta di qualcosa di socialmente considerato sgradevole oppure un comportamento chiaramente inappropriato che può creare imbarazzo, o ancora una modalità d’interazione che sembra non dimostrare interesse per l’altro poichè non tiene in considerazione la reazione dell’altro (esempio continuare a fare la stessa domanda ripetutamente incuranti della risposta) dimostrando indifferenza o assenza di reciprocità. Tutto ciò rende difficile a questi bambini instaurare amicizie o relazioni sociali, risultando spesso goffi e impacciati.
A fronte di queste grosse lacune spesso i bambini con Sindrome di Asperger mostrano invece notevoli capacità sul piano cognitivo che superano di gran lunga le capacità dei loro coetanei: possono ad esempio facilmente fare calcoli complessi o memorizzare informazioni su un determinato argomento, restando però del tutto incapaci di gestire alcune situazioni elementari come orientarsi nel tempo o utilizzare il denaro; sono molto bravi in prove considerate cognitivamente impegnative ma cadono facilmente in situazioni sociali semplici, evidenziando il gap esistente tra le loro capacità cognitive e la loro ingenuità sociale.
Questo quadro permette una forma di intervento differente rispetto ad una forma di autismo non ad alto funzionamento, in quanto – grazie al livello cognitivo e alle esistenti capacità verbali e visuo-spaziali – è possibile proporre forme di riabilitazione specifiche relative alle carenze di tipo relazionale-sociale, emotivo-comunicative e di gestione di sé nel rapporto con l’altro.