L’incontro tra cavallo e bambino:le attività in sella.

IMG_3588Le attività in sella sono una una parte fondamentale di tutto il lavoro.

Queste sono varie e numerose e vengono declinate in base alle specifiche necessità:esercizi prettamente motori vòlti all’acquisizione o al mantenimento dell’equilibrio, al coordinamento dei movimenti fini e grossolani, al rinforzo o miglioramento della postura, all’acquisizione del proprio schema corporeo o all’orientamento spaziale etc. Tutti questi obiettivi vengono perseguiti con esercizi motori o con l’aiuto di strumenti di gioco come palle, palline, cerchi e altri aiuti che stimolano anche la percezione tattile così come con attività che richiamano la percezione delle diverse parti del proprio corpo o la propria posizione nello spazio/campo di lavoro (dentro/fuori, sopra/sotto, avanti/dietro etc).

Vi sono poi tutti gli esercizi di guida del cavallo che rendono il bambino sempre più competente e gli permettono di rinforzare l’autostima e l’autoefficacia:impara infatti a guidare il cavallo, a eseguire esercizi in campo secondo le richieste dell’operatore e a sentirsi influente sull’animale oltre che sviluppare il rapporto d’intesa con esso. In questo caso il campo di lavoro in maneggio si arricchisce di birilli colorati, barriere in legno a terra, paletti, cartelli con lettere e altri strumenti utili all’orientamento a all’esecuzione degli esercizi per il bambino.

La competenza va nella direzione del miglioramento in campo motorio, affettivo o cognitivo a seconda degli obiettivi che ci si pone grazie alla collaborazione del cavallo:bambini che si presentano come iperattivi, agitati e incapaci di un minimo di controllo si rivelano nel tempo attenti alle esigenze del cavallo e dei tempi da rispettare, dimostrando di aver rinforzato abilità inizialmente deboli; bambini timorosi o ansiosi che inizialmente non osano quasi toccare il cavallo per accarezzarlo arrivano a pulirlo e a montare in sella affrontando la propria insicurezza mostrando spesso con orgoglio il loro risultato raggiunto; bambini con difficoltà motorie riescono con l’attività a cavallo a sviluppare alcune competenze anche fini grazie agli esercizi in sella etc.

E’ molto importante sottolineare che si tratta di esercizi semplici che nulla hanno a che vedere con l’attività di equitazione vera e propria:la presenza dell’operatore è fondamentale e l’obiettivo finale vero e proprio non è la gestione fine del cavallo o l’equitare ma il rinforzo delle debolezze sia fisiche che emotive del bambino. Il livello di esercizi o di guida del cavallo inoltre varia molto a seconda di ogni bambino e delle capacità/abilità che possiede e che può sviluppare.

Anche i cavalli impiegati nell’ippoterapia sono cavalli con specifiche caratteristiche legate alla morfologia, al temperamento, all’esperienza e soprattutto alla sicurezza:non si può quindi immaginare di effettuare questo tipo di attività con un qualsiasi cavallo, in qualsiasi ambiente e con qualsiasi adulto di riferimento.

Per concludere, l’attività di rieducazione o riabilitazione equestre rappresenta un’opportunità preziosa per quei bambini che per piccole o grandi difficoltà fanno più fatica di altri ad inserirsi nel mondo, ad affidarsi alle loro risorse o a credere in se stessi. Si tratta di un’opportunità educativa, emotiva, relazionale e psicologica i cui risultati sono entusiasmanti e senza dubbio incoraggianti.

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