Perché l’attività col cavallo può aiutare le persone autistiche? Ecco almeno 5 motivi!

bimba cavallo1) Aiuta nel comunicare

Le persone autistiche hanno molto da comunicare ma fanno fatica a utilizzare i codici normalmente utilizzati dalle persone non autistiche. Il rapporto col cavallo – animale che per natura possiede una speciale sensibilità e una modalità di comunicazione più immediata per le persone autistiche – può aiutarle ad esprimere le proprie emozioni e a dimostrare il loro impegno e la connessione con l’ambiente e gli esseri viventi che li circondano.

2) Aiuta a sperimentare la sensazione di essere compresi dagli altri

La persona autistica grazie al rapporto col cavallo e alle attività che vive nel rapporto con lui sperimenta la sensazione di essere compreso sul piano emozionale in maniera diretta, qualcosa che noi umani fatichiamo a restituire con la stessa immediatezza dei cavalli. Per chi vive una condizione di autismo si tratta di un’esperienza fondamentale per l’accettazione di sé e del rapporto con gli altri.

3) Aiuta a migliorare il contatto fisico

Lo spettro autistico comprende situazioni molto differenti tra loro, ma la difficoltà nel contatto fisico spesso è presente: l’esperienza a contatto con il cavallo – che permette sensazioni di calore e morbidezza e lo sviluppo di comportamenti di accudimento come carezze e attenzioni specifiche – sostiene la persona nella familiarizzazione con il contatto fisico con l’altro.

4) Aiuta a controllare le stereotipie

Nei casi in cui le stereotipie accompagnino la persona autistica in maniera significativa, l’attività col cavallo è di grande sostegno perché aiuta la persona a concentrarsi sulle necessità dell’animale e su alcune azioni specifiche e a distrarlo dai comportamenti ripetitivi. Inoltre per chi monta il fatto stesso di dover tenere le redini evita l’instaurarsi di meccanismi stereotipati e automatici delle mani o delle braccia.

5) Favorisce il rilassamento sia fisico che emotivo

Tutto ciò che è legato all’attività con il cavallo, il rapportarsi a lui, il seguirne il lento e speciale movimento, la tranquillità che esprime e il vivere l’ambiente naturale che lo include non può che favorire un generale rilassamento, infondendo un sentimento di benessere e di tranquillità, aumentando il senso di pace rispetto alla confusione e agli stimoli improvvisi e incomprensibili o rumori assordanti che in altri contesti possono essere fonte di disturbo.

Per approfondire:

Autismo e rieducazione equestre

Storia di un bambino autistico che incontra un cavallo

L’autismo

La sindrome di Asperger

 

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