Progetto Europeo Erasmus+ “L’influenza del cavallo nella nostra vita”

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Il progetto europeo “L’influenza del cavallo nella nostra vita” di cui ho scritto nella primavera scorsa è stato finanziato dalla Comunità Europea e col mese di settembre è quindi partito questo progetto biennale di cui l’Italia è uno dei partners.

Clarisse, insegnante della scuola professionale Lycée Brottier a Nantes, è stata ospite durante lo scorso mese di marzo in Italia e la scorsa settimana una delegazione italiana di cui ho fatto parte ha visitato la scuola francese dando l’avvio a questo progetto europeo.

Insieme ad altre colleghe ho passato la settimana del 15 settembre a Nantes per conoscere il Lycée Brottier che forma giovani ragazzi in difficoltà al mestiere di “Groom – uomo di scuderia”.

La settimana è stata intensa e ricca di stimoli:

ho visitato un centro equestre di ippoterapia nelle vicinanze di Nantes – “Equithea” – dove ho collaborato alle attività degli operatori francesi;

partecipato a lezioni in aula coi ragazzi tenute dal formatore etologo equestre Gérard Vasseur ;

ho seguito uno stage pratico con Gérard e i cavalli della scuola per apprendere la basi dell’etologia e la sua applicazione nell’approccio al cavallo;

visitato un importante centro equestre di cavalli da competizione (Haras de Hus );

seguito sessioni di esercizio pratico con cavalli in libertà sotto la supervisione di Clarisse, esperta di etologia equina;

sostenuto il test e ottenuto il livello “Savoir 1 d’équitation éthologique”.

L’esperienza è stata molto stimolante per molti aspetti ma la mia riflessione si è concentrata soprattutto sulla differenza culturale, in questo caso equestre, tra due paesi europei così vicini.

In Italia il cavallo e l’attività equestre non fanno realmente parte del nostro quotidiano/tempo libero e non credo si possano addurre semplicemente giustificazioni legate ai costi poichè molti sport richiedono spese simili: l’idea che andare a cavallo abbia costi molto alti è in realtà un preconcetto.

Il fatto stesso poi che in Francia esistano addirittura indirizzi formativi in ambito equestre fa molto riflettere su questa differenza; dal mio punto di vista proprio questo è stato lo spunto più interessante dello scambio europeo.

La stessa scuola che ho visitato ha un’altra sede molto vicina che ha l’obiettivo di formare ragazzi drop-out nel settore alberghiero, ambito che anche in Italia è molto ricercato, soprattutto ultimamente. Credo che sarebbe molto importante prendere in considerazione l’idea di ampliare anche in Italia la formazione e l’inserimento lavorativo di giovani in difficoltà, cominciando a pensare che il mondo equestre può essere un’occasione di inserimento a 360°: sport, divertimento, relax, conoscenza di sé e cura, ma anche formazione e inserimento professionale.

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